di Gino Pilandri
La nascita della
Società
La guerra era finita da una decina d'anni e i Cervesi restavano ancora
impegnati nella " ricostruzione " per sanare le numerose ferite accumulate
nell'edilizia urbana, nel verde pubblico, nel sistema viario, nel Porto
e nelle strutture di tanti servizi civici.
L'associazionismo cervese era nella sua fase iniziale e limitato ai tipi
sindacali e sportivi, eppure già ferveva in modo pressante l'aspirazione
di istituire anche quelli culturali, ossia di gruppi d'iniziativa privata
volontaristica disposti ad organizzare incontri serali del genere culturale
e ricreativo, ampliando così le analoghe, ma poche, iniziative del Comune
in altre faccende impegnato e quelle, purtroppo racchiuse al loro interno,
dei partiti.
In quel tempo non era certamente impresa facile accomunare persone di
varia tendenza che, superando steccati ideologici, politici e religiosi
che le distanziavano, fossero disponibili a promuovere in modo continuativo
manifestazioni culturali e dilettevoli di comune interesse, ma a vantaggio
di tutti.
Le discussioni relative a questi temi s'accendevano in tutte le sedi,
un po' per il desiderio di trovare il modo d'incontrarsi e stringere rapporti
umani, un po' per la voglia di godere spettacoli e conferenze interessanti
e un po' ancora per colmare il bisogno di estendere le conoscenze nel
campo storico, nella musica, nel teatro, nell'arte, nella letteratura,
nell'archeologia. Si sentiva anche un'altra esigenza: quella di dare più
forza alle singole voci individuali tramite una organizzazione collettiva,
onde difendere e tutelare meglio il patrimonio storico, artistico, ambientale
della nostra Cervia e le vecchie tradizioni folcloristiche della Romagna.
Dalle discussioni, più o meno calme, si passò alle proposte concrete e
finalmente la sera di lunedì 14 marzo 1955, festa di Santa Matilde regina
di Germania, in una sala dell'Albergo Allegri, in corso Mazzini, una trentina
di Cervesi di diverse estrazioni politiche e religiose, si riunirono in
Assemblea, e con l'approvazione del relativo statuto, con l'elezione di
un Consiglio Direttivo di nove membri, fondarono il circolo culturale
che vollero chiamare Società Amici dell'Arte.
Abbiamo sfogliato con diligenza la raccolta de "IL RESTO DEL CARLINO"
di quarant'anni fa per cercarvi nella cronaca ravennate e altrove, se
fosse stata pubblicata questa notizia per poterla così fotocopiare e riportarla
qui. Non vi è alcun cenno in merito. La nascita della Società Amici dell'Arte
restò quindi un avvenimento locale racchiuso fra le mura cittadine; fu
comunque un fatto rilevante non soltanto perchè sorgeva, a dieci anni
dalla guerra, il primo circolo culturale cervese collegante persone di
tutte le tendenze che operavano insieme e in accordo per scopi comuni
ed utili, ma specialmente per gli sviluppi eccezionali che conseguì poi
in futuro. Il merito va assegnato ai dirigenti che in altra parte elenchiamo,
però non sarebbero avvenuti senza l'apporto, sia pure indiretto, di tutti
i Soci, senza il loro consiglio, il loro finanziamento, il loro incoraggiamento.
E il ricordo torna a quei primi tempi quando Aldo Ascione, il segretario
per antonomasia della nostra società, ogni volta che vi era da convocare
il Consiglio Direttivo, ci ripeteva sempre con quella sua ironia stimolatrice:
Dove li riuniamo i Mici dell'Arte ?
Il Simbolo della Società
Il rimpianto dei Cervesi per la perdita della Porta Ravenna, la più bella
delle tre cervesi, fatta saltare il 21 ottobre 1944 con una carica di
mine, aveva suggerito ad alcuni Soci di sceglierla quale simbolo della
Società. Già Aldo Ascione, in varie occasioni, aveva riprodotto il suo
caratteristico arco settecentesco in alcuni disegni a china ( fig. 1),
e fu proprio lui a disegnarla come bozzetto del simbolo dal quale la Tipografia
Saporetti ricavò i clichés di varie misure che furono utilizzati sino
agli anni Ottanta.
Successivamente, dovendo sostituire i vecchi clichés divenuti inservibili,
il Socio Sergio Cottignoli realizzò il nuovo disegno stilizzato, sempre
della Porta Ravenna, ancora oggi in uso .
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Uno dei disegni a china di Aldo Ascione raffigurante la Porta Ravenna di Cervia vista dall'esterno (l'originale è conservato presso la Casa delle Aie) che servì da modello per la realizzazione della Tessera e del simbolo societario
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In alto: Il simbolo della Società disegnato da Aldo Ascione e usato dal 1955 sino al 1989.
In basso: Il simbolo della Società disegnato dal Socio Sergio Cottignoli usato dal 1989 in poi
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La Tessera ed i Bollini annuali.
La prima Tessera in cartoncino fu distribuita ai Soci subito dopo la costituzione
della Società (14 marzo 1955). Disegnata da Aldo Ascione, su fondo giallo
e azzurro (i colori di Cervia) , il disegno in marron e le lettere bianche,
raffigura anch'essa la Porta Ravenna.
Nel 1991, non presentando altri spazi per ulteriori Bollini, fu sostituita
dall'attuale tessera plastificata, disegnata dal Socio Sergio Cottignoli,
che durerà fino al 2002.
Dal 1955, ogni anno, quale ricevuta del versamento della quota sociale,
viene rilasciato il Bollino in vari colori e diverse raffigurazioni, da
incollare sulla Tessera. Il primo Bollino, fu stampato dalla Tipografia
Saporetti assieme alla Tessera, i ventiquattro che seguirono (dal 1956
al 1978) furono disegnati da Aldo Ascione e stampati in negativo; i successivi
dal 1979 in avanti, da Gino Pilandri e stampati in positivo.
I primi Bollini erano a margine dentellato e muniti di gommatura come
i francobolli, gli ultimi sono direttamente stampati su carta adesiva
. Molti portano raffigurazioni che ricordano avvenimenti accaduti quell'anno,
per esempio la Casa delle Aie nel 1966, quando divenne la Sede della Società,
oppure il prospetto del Teatro Comunale nel 1994, quando fu riaperto al
pubblico completamente restaurato.
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